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Undone prima stagione – A Bruciapelo

La serie “A Bruciapelo” raccoglie le mie impressioni, analisi e riflessioni su opere non letterarie che reputo di forte impatto e pregio narrativo. La scrittura è una tecnica particolarmente efficace, ma sono numerosi i mezzi per narrare storie e mandare messaggi. Saperlo fare per bene, in fondo, è ciò che conta davvero. In questo articolo ripercorreremo la prima parte della vicenda di Alma in Undone, un’ottima serie animata andata in onda nel 2019 su Amazon Prime Video. Il contenuto è disponibile anche in versione vlog sul mio canale YouTube BTM – Scrittura Psicoattiva:

Undone e l’eredità di Bojack Horseman

Il primo episodio si apre con la protagonista Alma intenta a piangere alla guida. Per via della distrazione, manca un semaforo e fa un incidente che la riduce in fin di vita. Allo momento dello schianto, appare la visione del defunto padre, al che si innesca un flashback che ripercorre tutta la grigia quotidianità priva di senso la giovane si sente ingabbiata.

Nel corso di quest’ultimo vengono presentati i tre legami fondamentali di Alma: la madre Camila, una donna casa e chiesa, tutto d’un pezzo, tanto premurosa quanto ruvida, il fidanzato Sam, il tipico bravo ragazzo dal passato difficile con cui Alma ha deciso di rompere, e la sorella minore Becca, con cui ha il litigio che la porta al pianto, alla distrazione e all’incidente. Già da queste prime scene emerge una forte carica di noia e depressione esistenziale, che rende Alma una degna erede di Bojack Horseman, in quanto Undone è stata scritta e disegnata dagli stessi autori Raphael Bob-Waksberg e Kate Purdy.

Tuttavia, la ragazza non esprime questa noia tramite un approccio alla vita basato su una pigra disillusione, bensì con un comportamento in perenne tensione tra il sarcasmo e l’autoisolamento, simboleggiato dallo sfilarsi l’apparecchio acustico di cui ha bisogno per decifrare i suoni.

Nel connotare la personalità di Alma in questo modo concorre anche il suo trauma infantile fondamentale, accaduto la notte di Halloween quando aveva 12 anni. Era in giro a fare trick or treat con il padre Jacob, ricercatore universitario, quando una chiamata dal laboratorio porta l’uomo a lasciarla lì dov’è, sola e in un quartiere sconosciuto. Al termine di una notte già di per sé straziante, in quanto Alma rimane immobile e finisce per attendere invano il ritorno di Jacob, si scopre che l’uomo ha perso la vita durante la notte proprio a causa di un incidente d’auto.

Alma in quella notte di Halloween, abbandonata da Jacob

Entanglement quantistico e viaggi nel tempo

Il cerchio si chiude con Alma che si risveglia in ospedale. Ma al suo capezzale, oltre alla madre Camila e alla sorella Becca, ritrova anche la proiezione mentale dello stesso Jacob, che da quel momento comincerà a essere sempre presente, seppur visibile soltanto a lei. Una volta guarita dalle ferite, Alma ritorna alla sua vecchia vita con il fidanzato Sam e al suo lavoro come maestra d’asilo. Tuttavia, una serie di visioni e di alterazioni della sua percezione, con al centro le intrusioni dello spettro del padre, oltre a dissociarla parzialmente dal mondo circostante, le apriranno davanti agli occhi una nuova concezione del reale.

Jacob, infatti, le rivela la natura degli studi che stava compiendo prima di morire, i quali trattavano il concetto di entanglement quantistico. Senza scendere nei complicatissimi dettagli di questo fenomeno, provato in linea teorica da Schrodinger e dalla meccanica quantistica, afferma che due particelle possano interagire tra loro pur se fisicamente distanziate, modificandosi a vicenda. E sulla base di questa teoria sarebbe possibile anche alterare il tempo, in quanto è legato allo spazio.

Questo è lo scopo ultimo dell’apparizione di Jacob, che sostiene di aver scoperto una struttura particolare del cervello umano, dai lobi frontali particolarmente ingrossati, che conferisce ad alcune persone – tra cui Alma e la nonna Geraldine – la possibilità di alterare lo spazio-tempo. Il padre, dunque, affida ad Alma la missione di tornare a quella notte e salvargli la vita, dopo aver imparato a padroneggiare questi poteri.

Da questo punto in poi, il resto della trama di Undone sarà un eterno rimbalzo della mente di Alma tra due scenari presentati come ugualmente possibili: quello in cui i poteri psichici sono reali e quello in cui la giovane sta progressivamente manifestando una forma grave di dissociazione cognitiva di stampo schizofrenico. Infatti, nel corso delle puntate Alma comincerà a compiere azioni sempre più estreme e avventate nel tentativo di scoprire la verità dietro le circostanze, in parte misteriose, della morte del padre per cambiare il suo destino e, di conseguenza, il proprio.

La mente tra psichiatria e sovrannaturale

Il grande pregio di questa prima stagione è di presentare come plausibile sia che Alma possieda reali poteri psichici, sia che essi siano in realtà manifestazioni patologiche, lasciando costantemente lo spettatore con il dubbio. Undone ci mette di fronte a un dramma psicologico, oppure a un’opera di fantascienza alla Philip K. Dick?

Entrambe le cose, in quanto a volte Alma ha intuizioni che rivelano vere, come quella su chi si era introdotto nel laboratorio la sera della morte di Jacob, spiegabili soltanto con il viaggio nel tempo, mentre altre sono il palese frutto di un tentativo disperato della sua mente di ricavare quel pezzo mancante per cucire insieme un rapporto Io-Io e Io-Mondo lacerato dal trauma della perdita del padre. Infatti, per Alma è palesemente Jacob la figura di rispecchiamento fondamentale, quella che ne definisce la struttura sentimentale e affettiva, di cui si accetta e si assorbe anche la follia. Mentre la madre Camila è quella di confronto, con cui si delinea un costante e conflittuale complesso di Elettra, il corrispettivo femminile di quello di Edipo.

Sam e Camila: l’incomunicabilità

Camila, donna casa e chiesa, tutta d’un pezzo e dedita al bene della comunità, è infatti eterna fonte di ribellione da parte della figlia, che per caratteristiche caratteriali ed emotive è invece il ritratto dell’emarginata sociale. Camila incarna l’aspettativa sociale e la sua incapacità di accettare le devianze e le stranezze degli individui. Infatti, pur comprendendo cosa sta succedendo alla mente della figlia, non potrà che rivivere il dramma della perdita di controllo sui propri cari e sarà completamente incapace di fungere da figura di supporto.

Supporto che toccherà a Sam e Becca, due facce della stessa medaglia. Il primo ne incarna gli aspetti più egoistici e tossici, in quanto sfrutta l’amnesia a breve termine che Alma ha in seguito all’incidente per far finta di non aver rotto e continuare la propria relazione fino a quando la giovane non recupera la memoria. Giovane immigrato indiano dal passato infelice e dalle poche pretese, la quotidinianità in compagnia Alma è il suo happy ending, a cui si è legato in modo così spasmodico da non tenere conto dei sentimenti ormai esauriti e delle diverse aspettative di vita di Alma. Non per niente, in primo luogo promette di aiutare a far luce sulla morte del padre, ma poi finisce per allearsi con Camila nel cercare di tenere la fidanzata sotto controllo, ennesima scelta ambigua tra l’altruismo e la possessività.

Alma e Becca: l’armonia tra caratteri opposti

Alma e Becca

Becca è invece il lato positivo dell’interazione umana, quello che porta alla crescita personale attraverso il confronto. Il rapporto tra le due, infatti, è intenso, vitale, profondo e amorevole, ma anche in grado di scatenare fortissime pulsioni emotive nel momento del conflitto, fin dalla prima scena. Conflitto che le due trovano sempre il modo di sanare assorbendo una i lati migliori dell’altra.

Becca ha un carattere opposto ad Alma, più arrendevole nei confronti della madre, più legato all’apparenza e desiderosa di ottenere una certa posizione sociale. Tuttavia, si rivela capace di covare nell’intimo la stessa scintilla di follia propria di Jacob e della sorella, e ciò, oltre ad avere effetti sul suo arco narrativo, la porta a essere l’unica in grado di accettare e dunque restare vicino ad Alma fino in fondo.

Inoltre, è principalmente nel rapporto tra le due sorelle che emergono le migliori folate di comicità di Undone, presenti ma non intrusive, e fondamentali per non caricare eccessivamente la mente e l’animo dello spettatore.

In attesa della seconda stagione di Undone

Ce ne sarebbe da dire anche su Jacob, che incarna tutte le tematiche di Undone, dal rapporto io-io a quello io-Mondo, dal dualismo tra altruismo ed egoismo, a quello tra l’ossessione e la mania di controllo. Tuttavia, per rendere la sua figura al meglio sono necessari spoiler sulle ultime puntate, dunque l’analisi su di lui sarà rinviata al prossimo articolo, dove parlerò liberamente del finale di stagione e della seconda, uscita lo scorso aprile.

Nel frattempo, non posso che consigliare con tutto me stesso questa perla rara dell’animazione, che sconvolgerà il vostro sguardo su molte tematiche della mente, senza tuttavia sovraccaricarvi di spiegazioni grazie alla giusta dose di ironia e sentimentalismo. Anche se ho usato moltissime parole per descrivere la prima stagione di Undone, quest’opera magistrale che ne meriterebbe molte di più.

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