Bestia Senza Tempo – di Rossella Cirigliano

Che siano opera di emergenti, scrittori affermati o grandi classici del passato, i libri sono il fulcro del lavoro culturale e immaginativo di BTM, nonché la principale fonte di ispirazione, confronto e miglioramento in termini di abilità nella scrittura. Per stabilizzarmi nelle letture e imparare a riconoscere il meglio e il peggio del lavoro altrui, ho creato la rubrica Storie in Rete, con l’intento di presentare e analizzare libri interessanti e di qualità. Quello di cui parlerò oggi è Bestia Senza Tempo. Giallo surreale condito da un tocco di paranormale, il romanzo è stato autopubblicato dall’autrice Rossella Cirigliano. Insegnante e appassionata della lingua inglese, Cirigliano ha spinto la vocazione per la narrativa fino a oltre dieci libro. Cura anche un canale YouTube, dove pubblica recensioni, estratti e contenuti relativi alla struttura linguistica inglese.

La presentazione del suo ultimo libro: Toffee

<<Più i pensieri ricominciavano ad affollarsi, più cercavo il piacere fisico. Ovunque, anche in solitudine. Non volevo uccidere, ma che potevo fare? Il mio segreto era in pericolo>>

Rossella Cirigliano – Bestia Senza Tempo

Una noia mortale (quella di Lucio)

La vicenda comincia con il trasferimento della protagonista Sabrina, bigliettaia di museo alle soglie della terza età, al Museo di Arte Contemporanea MAC, sorto al posto di un mattatoio. La vita della donna, all’apparenza ordinaria, nasconde tuttavia un piccolo, strano segreto: nella sede di lavoro precedente ha infatti stretto amicizia con Lucio, il fantasma di un legionario romano dall’indole ingenua e romantica, che dopo essere morto in giovanissima età infesta la torre di Porta Gaia.

O meglio, vi si aggira annoiandosi a morte. Noia che condivide con Sabrina, e che funge da collante per il loro straordinario rapporto.

Tuttavia, il fatto che la bigliettaia comunichi con un essere incorporeo visibile soltanto a lei le procura qualche problema nei confronti dei vivi. A partire dal fidanzato Valerio, commissario di polizia nel distretto locale, che la sorprende a parlare da sola e si convince del fatto che abbia dei problemi di natura psichica, o qualche inconfessabile segreto di altra natura.

Nuovo lavoro, nuovo delitto

I due sono quindi ai ferri corti quando Sabrina arriva al MAC, dove ritrova l’ex collega Pietro nei panni di coordinatore. Mentre ha luogo una mostra su Antonio Ligabue e sulle sue rappresentazioni animalesche delle pulsioni umane, la protagonista conosce uno a uno i nuovi colleghi, tutti ex dipendenti del mattatoio a eccezione del giovanissimo tirocinante Rotilio Strano. Purtroppo, l’apparente tranquillità del MAC viene presto sconvolta da un evento macabro: Pietro, irreperibile per tutta la sera dopo la fine di un turno, viene ritrovato morto e travestito da donna su una strada famosa per la prostituzione promiscua.

Le indagini condotte da Valerio realizzano subito che il ritrovamento del cadavere è un maldestro tentativo di copertura, così la ricerca del colpevole si concentra sui custodi del museo: Tommaso, ex capo reparto del mattatoio, Amalia, Carlo e la segretaria Barbara.

Tesa tra il tira e molla sentimentale e la volontà di fare giustizia per l’amico, Sabrina si lancia così in un’indagine parallela con l’ausilio dell’incorporeità di Lucio, che permette al giovane trapassato di origliare conversazioni e accedere a qualunque luogo.

Bestia Senza Tempo
Suvvia, Lucio, un po’ di vita

Dare la morte per l’eterna giovinezza

Il vecchio mattatoio nasconde a sua volta un segreto, ossia un passaggio sotterraneo che conduce a una caverna, dove scorre una fonte d’acqua magica in grado di ringiovanire chi la beve. Nel 1917, circa un secolo prima dello svolgimento della vicenda, un uomo la scopre casualmente, e da allora si sono susseguite una serie di sparizioni misteriose nel corso dei decenni, omicidi che la bestia senza tempo ha via via commesso in modo da tenere per sé il dono della vita eterna.

Al fine di scovare il colpevole della morte di Pietro, ucciso perché aveva a sua volta indagato sulle sparizioni precedenti e scoperto qualcosa sul responsabile, Sabrina e Lucio entreranno nelle vite private dei colleghi, scavando tra le loro passioni, connessioni reciproche e desideri, fino a individuare sotto quale maschera si nasconde il killer in grado di eludere perfino la morte.

Un giallo intrigante, tra quotidianità e paranormale

Bestia senza Tempo è un romanzo dalla costruzione narrativa davvero interessante e coinvolgente. Parte con un ritmo molto lento, presentando personaggi e situazioni di falsa ordinarietà, sebbene l’elemento paranormale della presenza di Lucio suggerisce fin da subito che la storia prenderà una piega inaspettata.

Così come lo fanno i passaggi in cui il killer racconta la scoperta della fonte di vita e i vari omicidi nel corso del tempo per proteggerla, scritti in apertura di ogni capitolo come se fossero pagine di un diario segreto. L’ordine cronologico della narrazione in prima persona della bestia è consequenziale, e narrativamente risulta speculare all’andamento delle indagini, che invece vanno a ritroso nel tempo.

Al di là di queste due particolarità, che ne fanno un romanzo inusuale per il genere, la struttura narrativa di Bestia senza Tempo è quella di un giallo classico. Infatti, la protagonista si ritrova di fronte a un omicidio e procede a isolare un gruppo ristretto di potenziali colpevoli per poi indagarne le caratteristiche, fino a individuarlo nel colpo di scena finale. Il paranormale aggiunge un pizzico di pepe alla vicenda, e va fatto un plauso a Cirigliano per com’è riuscita a inserirlo nella narrazione riuscendo allo stesso tempo a mantenere un buon grado di plausibilità della storia e del contesto.

Sottigliezze e definizioni labili

Pur non avendo grandi cambi di ritmo neanche nella fase avanzata, l’avvicinamento alla scoperta del colpevole riesce comunque a trasmettere un certo senso di tensione, senza apparire scontata sulla base degli indizi sparsi tra le fasi preliminari. Bestia senza Tempo non presenta particolari incongruenze narrative, sebbene un paio di dettagli essenziali per esigenze di trama siano leggermente tirati per i capelli.

Il primo è aver ambientato in un museo di arte contemporanea una mostra di Ligabue, per quanto le sue opere si sposino a pennello con la tematica della bestialità e con le pulsioni violente del killer. Tuttavia, sebbene il pittore sia morto all’inizio degli anni Sessante, la produzione artistica di Ligabue si rifà principalmente a movimenti artistici precedenti la Seconda Guerra Mondiale, e sarebbe dunque più corretto definirla arte moderna.

In ogni caso, il confine tra i due periodi è convenzionale, nonché tutt’oggi oggetto di dibattito tra gli addetti ai lavori, dunque si può tranquillamente accettare questo utilizzo narrativo dei quadri di Ligabue. Confine labile come quello che divide anche la definizione di giallo da quella di noir (argomento che approfondirò nel prossimo video di Storie in Rete sul mio canale YouTube: BTM – Scrittura Psicoattiva).

L’autrice presenta infatti Bestia senza Tempo come un noir, ma a mio modo di vedere non sono presenti in maniera sufficiente gli elementi atmosferici tipici del sottogenere, quali l’atmosfera cupa, la critica sociale e il sarcasmo disilluso della protagonista, la quale è ben lungi dall’essere sommersa dagli eventi connessi alle indagini, ma vi si lancia a capofitto per dimostrare qualcosa a se stessa e al partner. Inoltre, lo sviluppo della trama è oltremodo focalizzato sullo spargimento di indizi atti a presentare l’identità dell’assassino come soluzione di un enigma che lo stesso lettore può risolvere insieme dei personaggi, come fanno i gialli più classici.

L’unico difetto di Bestia senza Tempo

Tralasciando le minuzie tecniche, una pecca ben più evidente salta all’occhio quando si viene a sapere che tutti i sospettati dell’omicidio di Pietro, ovvero i custodi del MAC, sono ex dipendenti del mattatoio di cui il museo ha preso il posto. Questo particolare è essenziale per la trama, in quanto l’omicidio del coordinatore è direttamente collegato a quelli degli anni precedenti, perciò la rosa dei possibili colpevoli doveva per forza avere quel tratto in comune.

Bestia senza tempo
Mattatoio storico

Tuttavia, a rigor di logica non torna molto che l’ente responsabile delle assunzioni nei musei assegni a tappeto lavori per cui è necessaria una conoscenza specialistica nei beni culturali a un gruppo di ex macellai. Inoltre, in uno dei suoi flussi di pensieri, a definire poco plausibile la sua riconferma dopo la conversione del mattatoio in museo è lo stesso killer, che infatti pianifica di usare tutta la sua forza persuasiva sul capo del personale, ossia Pietro, per ottenerla.

Insomma, a meno che i macelli e i musei siano diventati parte del medesimo settore lavorativo senza che me ne accorgessi, questo è il classico esempio di situazione poco plausibile che è stata inserita per esigenze di trama. Proprio per questo motivo sarebbe stato meglio non evidenziarla troppo, evitando allusioni e tentativi di spiegazioni sommari, che hanno il solo effetto di far scricchiolare un parco personaggi nel complesso piuttosto solido.

Un romanzo corposo, ma dall’anima leggera

A livello di tematiche affrontate nel corso della narrazione non c’è molto da dire. A parte l’azione delle pulsioni e la bestialità che si può nascondere dietro la più ordinaria delle facciate, Bestia senza Tempo si limita e mettere in scena una sequela di eventi atti a portare alla luce l’identità del killer. Si tratta dunque di un bel giallo, ben scritto e ben raccontato, che si fa leggere molto volentieri e tiene incollati alle pagine fino alla soluzione del caso.

L’inserimento del paranormale, elemento di difficile gestione in un giallo perché può rompere le esigenze di plausibilità su cui si basa tutta la finzione narrativa, è stato invece ben dosato e soprattutto ben controllato. Questo grazie a una sapiente introduzione di limitazioni all’eterna giovinezza del killer e alla consapevolezza di Lucio sui possibili usi della forma eterea, coerente con la sua condizione di adolescente sentimentale e non particolarmente astuto.

Pur essendo in grado di accendere la curiosità del lettore e di soddisfarla con gli elementi fantastici, Bestia senza Tempo pecca di momenti particolarmente ricchi di tensione o di significato, che si stampano nella testa del lettore e lo rendono un libro memorabile, vuoi per un’intuizione autoriale vuoi per il carisma di un certo personaggio.

Personaggi ben scritti ma non molto ispirati

Lo sforzo di design dei personaggi risulta troppo orientato in funzione del killer. Infatti, soltanto la Bestia senza tempo riceve un importante approfondimento sulla sua condizione umana, potenziato dalla prima persona. Mentre si traccia un profilo psicologico completo e dettagliato della sua indole bestiale, i frammenti che Lucio e Sabrina intercettano nella vita dei sospettati tracciano soltanto una vaga bozza, che risulta calzante con la personalità del killer soltanto dopo la sua scoperta.

La stessa Sabrina ha motivazioni traballanti, al netto dei rischi che ne derivano, per sentirsi in grado di assumere il ruolo di investigatrice improvvisata, e con il passare delle pagine esse sfumano nel desiderio di fare uno smacco al partner Valerio, in piena dinamica da crisi di coppia. Commissario che agisce nella storia in modo algido e distaccato, nonché inefficace, risultando più che altro una palla al piede sia sul piano personale che su quello professionale.

Nel complesso, i personaggi di Bestia senza Tempo presentano una facciata di normalità sotto la quale si dovrebbero nascondere vizi, turbe e virtù in cui le persone ordinarie si possano rispecchiare, ma le osservazioni e i passaggi più intimi restituiscono più che altro un secondo strato della maschera dell’ordinarietà.

Se questa impostazione è efficace a far risaltare la figura estremizzata e disumana del killer, dona decisamente poco appeal a chi killer non è, lasciando la caratterizzazione generale lievemente priva di anima. L’eccezione a questo schema etereo è proprio Lucio, nonostante la sua condizione di fantasma, in quanto mette in campo una gamma di emozioni e reazioni in rapporto agli eventi e aggi altri personaggi più vivida che mai. Inoltre, è l’unico a vivere un vero e proprio arco evolutivo psicologico nel corso della vicenda.

Lettura consigliata, meglio se tutta d’un fiato

Nel complesso, Bestia senza Tempo è un buon romanzo giallo che, al netto di alcuni piccoli difetti ingigantiti dalla lente d’ingrandimento di questa recensione, presenta una narrativa solida, intrattenente e ben costruita nei suoi elementi fondamentali. Cirigliano ha uno stile di scrittura maturo, chiaro ed efficace, che mette in scena le suggestioni e i raccordi tra le vicende in maniera coerente, senza perdersi per strada o contraddirsi nel corso delle pagine.

Per questo motivo la narrazione risulta avvolgente e coinvolgente, in grado di trascinare il lettore dall’inizio alla fine. Inoltre, l’idea alla base della trama è molto ispirata e riesce nella difficile impresa di coniugare il fantastico-paranormale con un genere che si basa sul ragionamento logico-scientifico. Tuttavia, manca quel qualcosa in più affinché il libro si distingua e rimanga impresso nella memoria di chi legge, specialmente per via di personaggi ben scritti e coerenti con i propri ruoli, ma non particolarmente carismatici. Anche le ambientazioni risentono di questa ordinarietà generale, risultando adatte al contesto ma non particolarmente caratterizzate.

Al netto di tutte le caratteristiche elencate finora, Bestia senza Tempo è consigliato a chi è in cerca di un libro dal concept originale e di facile lettura, e si è guadagnato il voto 7/10!

Author: Marco Ferreri

Scrittore con all'attivo un romanzo e una raccolta di racconti, mi occupo da un paio d'anni di divulgare letteratura, alla ricerca di nuove idee per le mie storie e proficui confronti con altri autori e appassionati.

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